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Il Salone del Libro di Torino 2015

Anche per quest’anno l’intensa avventura del Salone del Libro è giunta al termine. Sono rientrata sabato sera in realtà: oggi avevo impegni che richiedevano la mia presenza altrove, ma ho vissuto tre giorni pieni e ricchi di spunti.

È tardi, la casa è silenziosa e tra poche ore inizierà una nuova settimana. Sto pensando al Salone, a come descrivere la mia esperienza, se con gli occhi del lettore o dello scrittore. Ma sono due condizioni inseparabili, dunque procederò come sempre seguendo le mie emozioni.

EEE (8)Quest’anno sono arrivata di giovedì perché volevo godermi una giornata di relativa calma. In realtà mi hanno detto ci fosse più gente dello scorso anno, ma dopo aver sperimentato anche il venerdì e il sabato sono contenta di esserci andata prima. Ho respirato a pieni polmoni il profumo della carta, mi sono riempita i sensi dei miei amati libri e ho riempito anche diverse buste! Durante le edizioni precedenti ero riuscita a trattenermi, ma quest’anno, tra libri per me e altri per i bambini, avrei dovuto prendermi un trolley ben capiente! Ma sono contenta di averlo fatto, ho portato a casa anche due dediche a cui tenevo moltissimo.

Il mio punto d’appoggio è stato lo Stand della EEE, la mia prima casa editrice, la cui padrona di casa, Piera Rossotti Pogliano, mi ha permesso di iniziare questa splendida avventura nel mondo della scrittura. La mia gratitudine per lei è indescrivibile. E lo è altrettanto per alcuni dei miei colleghi, Irma Panova Maino, Andrea Leonelli e  Giancarlo Ibba, che mi hanno aiutato, incoraggiato, spronato e mi hanno concesso la loro splendida amicizia.

Gli impegni sono stati numerosi e le informazioni da memorizzare ancor di più. Nel pomeriggio del primo giorno c’è stata la presentazione di uno degli ultimi romanzi del collaudato duo Flumeri &  Giacometti, presenti anche una rappresentante della casa editrice, Grazia Rusticali di Sperling & Kupfer e Lidia Ravera, scrittrice e giornalista e Assessore alla Cultura della Regione Lazio. Il tema era la scelta dell’ambientazione italiana per i romanzi delle due autrici romane, in questo caso la Ciociaria, terra splendida e semi sconosciuta della quale ci hanno dato un bella pennellata nel romanzo Scrivilo sulla miaGabri e Ely (17) pelle. Anche io ho scelto di ambientare le mie storie nel nostro affascinante e complesso paes, e mi ha fatto piacere sapere che questa decisione è sempre più condivisa anche dalle stesse case editrici. Non mi stancherò mai di ripetere che abbiamo tra le mani uno dei paesi più belli, variegati, ricchi di storia, arte e cultura ma anche di talenti contemporanei e innovativi del mondo. Abbiamo ancora molta -troppa- strada da fare per valorizzare tutto ciò, ma ancora non mi rassegno all’idea di abbandonare la nave. E lo faccio non solo  continuando a vivere qui, ma raccontandone nei miei libri.

Venerdì si parlava di commedia romantica con Emma Books, la casa editrice digitale tinta di rosa. Ed infatti lo slogan è stato : #ilrosachenontiaspetti . Alcune delle autrici Emmailrosachenontiaspetti (43)Books ci hanno parlato della loro idea a proposito del rosa italiano, di cosa vedono nel futuro e del perché sta assumendo un’importanza ogni giorno più indiscutibile. Diverse sono le sfumature del rosa, diversi i generi attraverso i quali le autrici ci raccontano le loro storie: la perfezione dei vampiri come principi azzurri, il realismo nelle storie d’amore che ci parla di ostacoli, difficoltà ma anche di percorsi di lotta e guarigioneilrosachenontiaspetti (61)prima di giungere all’indispensabile lieto fine. Il rosa intriso di giallo del romantic suspence, di cui ci narra Monica Lombardi, e per scrivere il quale coinvolge lettrici e lettori nella vita dei personaggi. Il rosa meno rosa, così definito da Maria Paola Romeo, editore di Emma Books, quando ci ha presentato Elena Taroni e la sua serie Sisters, romanzi pieni di azione e con un anima quasi nera.

11151024_10205904393521827_3903710008170506346_nSabato sono andata ad ascoltare Alberto Angela che parlava del suo viaggio all’interno del più piccolo Stato del Mondo: il Vaticano. Ho voluto vederlo dal vivo per verificare, anche se non avevo dubbi, se il suo grandissimo talento di rendere semplici e affascinanti cose ostiche e noiose ai più fosse reale. Ebbene si: potrei ascoltarlo per ore senza cedimenti!    Di tutt’altro genere il tema trattato nella Sala Blu da Marcello Kalowski, l’autore de Il silenzio di Abram: mio padre dopo Auschwitz. Sono sempre stata interessata al tema della Shoah, ne ho fatto anche la tesi di laurea, e questo autore ha voluto parlare non tanto dei fatti nudi e crudi, quanto del silenzio carico di significato del padre dopo questa esperienza indicibile. Un silenzio più significativo di mille parole, ma che se fosse stato spezzato ed espresso ad alta voce avrebbe reso tangibili cose che nessuno dei sopravvissuti riusciva a rendere tali.

Un altro panel molto interessante è stato quello sul self publishing e sulle potenzialità di questo strumento. Alcuni autori hanno parlato del grande successo avuto dai loro romanzi attraverso questo canale, soprattutto l’autrice Giulia Beyman che è in testa alle classifiche11227039_10205904739170468_1421718397111753584_ndi vendita superando nomi altisonanti di fama internazionale. L’auto-pubblicazione, se fatta rispettando alcune regole fondamentali, prima di tutte la qualità dell’opera che si intende immettere nel mercato, è un fenomeno sempre più diffuso e accattivante. In un momento di grandi cambiamenti come quello che stiamo attraversando tutti dovranno fare i conti con questo fenomeno, prime tra tutte le case editrici.

Alessandra Chiappero, Chiara Pacilli, Paola Gianinetto, Gabriella Giacometti, Elisabetta Flumeri e Viviana Giorgi

Alessandra Chiappero, Chiara Pacilli, Paola Gianinetto, Gabriella Giacometti, Elisabetta Flumeri e Viviana Giorgi

Ho tenuto per ultimo l’evento che mi ha più emozionato: la presentazione della nuova antologia di EWWA e il ricettario.Italia. Terra d’amori, arte e sapori.Per la seconda volta le sempre più numerose associate hanno voluto condividere in questa raccolta di racconti le loro storie legate al nostro territorio. E anche le ricette più care, tramandate e anche contaminate da sapori più esotici. La serata è stata moderata da Alessandra Chiappero e Chiara Pacilli, le quali hanno intervistato le socie fondatrici di Ewwa e sono stati letti alcuni brani tratti dall’antologia dalla brava attrice Valentina Padovan. Non è tanto quello che è stato detto, o come è stata organizzata la serata ad emozionarmi. Ma51THXqit+OL__BO2,204,203,200_PIsitb-sticker-v3-big,TopRight,0,-55_SX324_SY324_PIkin4,BottomRight,1,22_AA346_SH20_OU29_ era l’aria che si respirava. Forza di volontà, determinazione, passione, sacrificio e allegria. La sala era piena ma avrei voluto che molte più persone avessero potuto sentire sulla propria pelle quello che sto cercando di descrivervi. Faccio parte di Ewwa dalla sua nascita e appoggio la sua filosofia di condivisione, confronto, rete tra donne. Ma conosco anche le difficoltà tangibili che esistono nel momento in cui si collabora insieme. E tutta la mia ammirazione va alle socie fondatrici che riescono a mantere i delicati equilibri e a portare avanti questo progetto con grinta e ottimismo.

Ed eccoci di nuovo a casa, ubriaca di idee, stimoli, progetti. Tanta energia mi servirà già da domani, quando la quotidianità spesso si metterà di impegno per distogliermi dagli obbiettivi. Non sono una che si scoraggia facilmente per fortuna. E nel caso dovesse accadere so a chi rivolgermi per spronarmi. Ci sono Ewwe che sanno dare sani scrolloni agli attacchi di pigrizia!

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