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Il Salone del Libro di Torino 2014

Un’altra edizione del Salone di Torino si è conclusa. Quest’anno mi sono regalata ben due giorni in quel di Torino, per cercare di entrare meglio nello spirito del Salone. È stata una bella esperienza, intensa e stancante come tutte le fiere riescono ad essere.

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Per un’amante della lettura quale sono sempre stata, ma anche un amante del libro in se stesso, del suo profumo, della sua forma e dei suoi colori, posso dire che sono stati due giorni magnifici. Inoltre ho incontrato colleghe ed editori con i quali ho scambiato idee e progetti per il futuro, dunque tanto si è seminato e sognato.

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Come in tutte le cose però, qualche nota stonata c’è stata. Le voci che giungono dagli organizzatori del Salone parlano di un successo rispetto all’anno passato e di un incremento delle vendite. Non posso certo contestare i numeri, ma il primo e l’ultimo giorno non hanno visto questa enorme affluenza. Forse le corsie tra uno stand e l’altro erano più ampie, ma si passeggiava tranquillamente senza spintoni e zaini nelle costole. Il venerdì è stato il giorno delle scolaresche, dai piccini della materna agli adolescenti. Il padiglione 5 dedicato ai ragazzi mi è piaciuto, e mi auguro con tutto il cuore che si punti su di loro per incrementare la curiosità per il bel mondo della lettura. Mi ha fatto molto piacere vedere gruppi di ragazzine sedute agli angoli degli stand circondate da sacchetti di libri!

Quello che mi ha fatto pensare ancora una volta che le case editrici alla fine siano soprattutto imprese con dei numeri da fare sono i mezzi di richiamo del grande pubblico. Eviterò di soffermarmi sugli stand di cucina, e sulle vagonate di libri di cucina. Ma vogliamo parlare di personaggi già famosi per tutto escluso la scrittura, che pubblicano libri con i quali vengono tappezzati intere pareti di stand? E delle guardie del corpo che li accompagnano nemmeno fossero corrieri di diamanti, e le code pazienti in attesa di vederli da vicino? È stato un puro caso che io abbia potuto fotografare un freddo Piero Pelù mentre al mio fianco firmava un autografo ( non a me tra l’altro!) e così sono venuta a sapere che ha scritto un libro pure lui. Ma  quanti scrittori veri avrò invece sfiorato lungo i corridoi senza sapere chi fossero? Alcuni di loro avrei davvero voluto incontrarli, anche solo per ringraziarli di avermi tenuto compagnia con le loro storie appassionanti.

Ad ogni modo per una curiosa come me ogni esperienza è utile e ricca di spunti. Dunque tornerò volentieri al Salone, fosse anche solo per incontrare alcune persone meravigliose il cui cammino ho avuto l’onore di incrociare e, spero, di proseguire insieme.

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