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I romanzi storici di Carla Maria Russo

imageHo incontrato due volte Carla Maria Russo e la simpatia è stata immediata. È una donna solare, intelligente, divertente, e la sua passione per la storia è contagiosa. Quanto poco interesse ho riversato sui libri di storia ai tempi della scuola! E adesso invece ne sono incuriosita, affascinata, e ho ascoltato Carla in religioso silenzio, senza neppure accorgermi del tempo che passava. Ho imparato da tempo che per suscitare curiosità e coinvolgimento ci vuole amore, passione, semplicità di linguaggio ed espressione. Non tutti ne sono in grado, credo che in parte sia un dono, ma Carla Maria Russo è davvero brava.

Sono arrivata un po’ tardi a conoscere i suoi romanzi, ma ho intenzione di leggerli tutti. Ho iniziato dal primo, La Sposa Normanna. Coinvolgente, affascinante, ricco di dettagli storici che non stancano ma ti gettano a capofitto in un epoca lontana e sconosciuta. Ho sofferto con Costanza, e ammirato il suo coraggio. E mi sono preoccupata per il piccolo Federico, lasciato crescere abbandonato a sé stesso ma con nel sangue una forza indescrivibile.

image1185. L’incantevole Palermo, crogiuolo di tante culture, splendente dei suoi palazzi, dei suoi preziosi mosaici, è pronta ad accogliere la sua nuova regina. Costretta a rinnegare i voti, Costanza d’Altavilla, l’ultima erede della dinastia normanna che guida il Regno di Sicilia, viene data in sposa a Enrico di Svevia, figlio dell’imperatore Federico. Un matrimonio dettato dalla ragion di Stato che dovrà essere coronato dal concepimento di un erede al trono. Ma mentre il figlio tanto sospirato tarda ad arrivare, la fragile e bella Costanza deve lottare contro nemici potentissimi, primo fra tutti Gualtieri di Palearia, ministro dell’imperatore, che soffia sul fuoco della gelosia di Enrico per distruggere la donna e conservare la sua enorme influenza. Quando finalmente il piccolo Federico vedrà la luce, la madre dovrà far di tutto per proteggerlo dalle innumerevoli insidie che lo minacciano. Fino a quando, divenuto ragazzino, non sarà in grado egli stesso di sbarazzarsi dei suoi implacabili nemici, rivelando doti che faranno di lui un grande imperatore.

Il secondo romanzo è Il Cavaliere del Giglio ambientato nella Firenze del image1200. Firenze è dilaniata dalla guerra civile: guelfi contro ghibellini, papato contro impero. Le torri pullulano di argani e catapulte, pronte a scagliare massi sui tetti. Pur di sopraffarsi, le fazioni lanciano pece infuocata sulle dimore degli oppositori. La città brucia e il sangue scorre nelle strade. Tra i combattenti si distingue un valoroso condottiero, un brillante capo politico, un uomo con forte senso dell’onore: è il giovane Farinata degli Uberti, erede di una delle più antiche e potenti casate cittadine. E proprio Farinata a guidare le truppe fiorentine contro Siena, l’acerrimo nemico di sempre, e a condurle al trionfo da una situazione che pareva disperata. E ancora lui a far garrire i gonfaloni del Giglio sul colle a ridosso delle mura senesi e, dopo la vittoria, a risparmiare la città prostrata. Ma forse a influenzare l’impavido guerriero, lo stratega imbattibile, è stato l’incontro, nel momento più feroce della battaglia, con l’unica donna in grado di tenergli testa, la bella Adeleta, fierissima senese, che invece di fuggire dal nemico e rinchiudersi come le altre tra le mura della città, ha reciso la sua folta chioma, ha impugnato le armi e ha combattuto strenuamente fino alla fine. Due anime intrepide e pugnaci che non potevano che innamorarsi e legarsi per sempre. Ma il più grande amore di Farinata resta Firenze e la fedeltà ai propri ideali.

Sono contenta di averne ancora molti altri da leggere, perché sono sicura che saranno altrettanto coinvolgenti e ben scritti. Li consiglio vivamente. A tutti. Brava Carla Maria Russo.