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Negli occhi, nella pelle, nel cuore.

Per noi imolesi l’autodromo è una istituzione. Quanta adrenalina, quante emozioni, quante vite hanno vissuto attimi indimenticabili all’interno del tracciato. Negli ultimi anni il Circuito (nome con cui lo conosciamo noi imolesi) sta cercando una propria collocazione all’interno del tessuto sociale della città. Da quando la Formula Uno ha scelto altre strutture dove girare il proprio spettacolo, il nostro autodromo ha passato momenti difficili. E’ una struttura che ha i suoi costi, e dunque ha bisogno delle sue entrate. E soprattutto ha bisogno di rientrare nel cuore dei suoi cittadini. La sfida che deve affrontare è quella di diventare un impianto multifunzionale: non solo motori ma cultura ed economia.

Un gruppo di scrittori imolesi – di cui ho avuto il grande onore di fare parte – ha pensato di ricordare le emozioni vissute in questi anni di mondiali di tutte le ruote e di eventi extra sportivi con dei racconti colorati dalla fantasia ma che prendono spunto da eventi realmente accaduti.  Il mondiale di motocross degli anni ’50. Il mondiale di ciclismo su strada del 1968. Il motociclismo del 1961. L’indimenticabile Gran Premio di San Marino del 1982 con il sorpasso di Pironi su Villeneuve. L’ Heineken Jammin’ festival del 1998 con il concerto di Vasco Rossi e il Gran Premio di San Marino del 1° Maggio 1994, quando Ayrton Senna perse la vita e legò per sempre il suo nome al nostro Circuito.

Ho scritto il racconto sul concerto di Vasco tingendolo di rosa e di emozioni forti. E’ stata una esperienza indimenticabile collaborare con scrittori in gamba che mi hanno aiutata, insegnato e soprattutto messa sempre a mio agio. Desidero ringraziarli con tutto il cuore: Luca Occhi, Andrea Scala, Erik Dall’Osso, Mauro Grugnoli e Nadia Zapperi. E soprattutto l’ideatore del progetto, Paolo Bernardi, direttore del settimanale sul quale sono usciti i nostri racconti. I quali sono ora patrimonio del museo Checco Costa, all’interno dell’autodromo, al quale sono stati donati.

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